Un algoritmo scopre che una ragazza è incinta prima di suo padre

Un algoritmo scopre che una ragazza è incinta prima di suo padre

” Mia figlia ha ricevuto questi buoni sconto per cullette e vestiti da neonato. La mia bambina và ancora a scuola la volete forse incoraggiare a rimanere incinta?”

Questo è ciò che avrebbe detto il padre della ragazza in questione entrando in un punto vendita Target nella città di Minneapolis.

L’uomo visibilmente alterato aveva portato con se i coupon ricevuti per posta, chiedendo di parlare col direttore. Quest’ultimo non potè far altro che scusarsi profondamente e, dimostrando un grande livello di customer service, decise di chiamare a casa il cliente arrabbiato dopo un paio di giorni per scusarsi di nuovo.

Il direttore fu sorpreso di ricevere delle scuse dal suo cliente che sembrerebbe abbia usato le seguenti parole: “Non ero a conoscenza di alcune attività che andavano avanti a casa mia a mia insaputa. Mia figlia partorirà ad Agosto”. 

                                                             Ma cosa è accaduto?

 Pare che l’azienda Target analizzando lo storico degli acquisti passati aveva osservato che le donne che si trovavano nelle prime 20 settimane di gravidanza tendevano ad acquistare una quantità sensibilmente più alta di alcune tipologie molto specifiche di prodotti, quali supplementi alimentari di calcio, potassio e zinco, detergenti igenizzanti ecc… Questo permise l’assegnazione di un punteggio di gravidanza (pregnancy score) che indicava con molta probabilità che la donna fosse in dolce attesa. 
Target utilizzava questo punteggio per spedire offerte personalizzate proprio a queste donne, con lo scopo di acquisirle come clienti. Come ha spiegato Pole, l’addetto all’analisi dei dati: “sapevamo che se avessimo potuto identificare le nuove madri entro il loro secondo trimestre di gravidanza, avremmo avuto una buona probabilità di catturarle per anni: quando iniziano a comprare i pannolini da noi poi comprano anche tutto il resto nello stesso posto”.
 La conseguenza di questo “incidente” spiega Pole, fu che Target cominciò a mandare pubblicità di prodotti per la maternità in volantini che li mescolavano con altre tipologie di prodotti: in questo modo potevano far credere ai loro bersagli di comunicazione (le future neo-madri) che si trattasse semplicemente di un mix casuale per tutti, anziché solo per loro.

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